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Uso medico dell’echinacea

Proprietà officinali

L’uso medicinale di questa pianta si perde nei tempi: gli Amerindi del Nord America usavano il rizoma per curare piaghe e affezioni varie della pelle, ferite da traumi , da morsi dei serpenti, vaiolo, morbillo, parotite epidermica, artrite e preparazione di collutori.
La farmacopea moderna ha esteso le conoscenze popolari attribuendo a questa pianta un ruolo di primo piano nel rafforzamento delle difese immunitarie. Oltre agli usi esterni per scopi medicamentosi o fitocosmetici, l’Echinacea può essere usata anche per il trattamento delle affezioni influenzali e del raffreddore. L’Agenzia europea per i medicinali (EMEA) ha approvato l’uso di estratto di fiori di Echinacea purpurea per la prevenzione a breve termine ed il trattamento del raffreddore. Secondo le raccomandazioni dell’agenzia:

  • Non dovrebbe essere assunto per più di 20 giorni.
  • La somministrazione a bambini di età inferiore ad 1 anno è controindicata, a causa di possibili effetti indesiderati su di un sistema immunitario immaturo o per eventuali allergie alla pianta stessa.

Composizione chimica

I principi attivi si trovano nella radice e sono:

  • chetoalcheni e chetoalchini con derivati idrossilati ;
  • olio essenziale dallo 0.2 al 2%;
  • derivati poliacetilenici;
  • derivati dell’acido caffeico tra i quali l’echinacoside (fino all’11 % mentre la cinarina è assente);

Farmacologia

Le Echinacee sono indicate nei casi di:

  • basse difese immunitarie,
  • comuni sindromi influenzali,
  • trattamento di altre infiammazioni del tratto respiratorio,

Uno studio clinico monocentrico contro placebo eseguito su 160 soggetti, utilizzando una tintura idroalcolica (1:5), pari a 900 mg di radice al giorno ha evidenziato un rapido miglioramento della sintomatologia nella sindrome influenzale. Ulteriori studi hanno messo in evidenza che in caso di infezioni batteriche la durata dello0 stato può ridursi a 9,8 giorni anziché 13 e nel caso di infezione virale a 9,1 giorni da 12,9.
Sulla base di studi in vivo, in vitro e clinici, la Commissione del Ministero della Sanità tedesco ha inserito la radice di Echinacea pallida nelle monografie positive con l’indicazione “terapia di supporto durante le infezioni virali di tipo influenzale”.

Fonte: wikipedia.org

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Difendiamoci con la Natura

Il comune Raffreddore e l’influenza sono al secondo posto come le più contagiose e diffuse patologie nella popolazione, soprattutto durante il periodo invernale.

Il “National Institute of Health” riporta che in media i bambini prendono da 6 a 10 raffreddori all’anno, mentre gli adulti da 2 a 4. L’influenza, inoltre, durante la sua diffusione invernale, può manifestarsi in circa il 50% della popolazione totale.

Per ridurre il rischio di malattie da raffreddamento, già in antichità era abitudine l’assunzione di prodotti erboristici a base di Echinacea angustifolia, Echinacea pallida ed Echinacea purpurea . L’echinacea è una pianta della famiglia delle Composite Tubiflore, e recenti studi scientifici dimostrano che le tre suddette specie contengono un trio di ingredienti attivi: l’acido ceffeinico, l’acido cicorico e l’echinacoside. Questi, insieme con altre sostanze vegetali, sarebbero i responsabili dell’azione antivirale, antibatterica e immunostimolante dell’Echinacea.

L’ultima ricerca in merito, pubblicata su The Lancet Infectious Diseases (Sander S et al., 2007) ha confermato in parte gli effetti benefici di queste specie floreali indigene del Nord America. I ricercatori hanno analizzato tutti i risultati ottenuti in differenti studi, riscontrando un’effettiva efficacia del rimedio erboristico, nelle sue tre forme di interesse medico sopra citate, nel ridurre la frequenza e la durata delRaffreddore comune. Tutti gli studi esaminati erano svolti in doppio cieco contro placebo, prevedevano un trattamento di 10/12 settimane e coinvolgevano bambini in età prescolare (1-5 anni). I soggetti trattati assumevano 2 volte al giorno 5.0 mL (età da 1 a 3 anni) o 7.5 mL (età da 4 a 5 anni) di estratto d’erba contenente 50mg/ml di echinacea, 50 mg/ml di propoli e 10 mg/ml di vitamina C.

Al termine dello studio è stato evidenziato che i bambini trattati con l’estratto a base di echinacea avevano registrato una diminuzione dell’incidenza diRaffreddore del 65% e una riduzione del 45% del numero dei giorni colpiti da manifestazioni di febbre acuta rispetto al gruppo di controllo (placebo).

In conclusione, si può affermare che il trattamento con estratto di echinacea determina effetti positivi sulla riduzione e alleviamento di eventi infiammatori delle prime vie respiratorie. Ad oggi non è ancora pienamente chiarito il ruolo dell’Echinacea nel trattamento di queste patologie ad alta diffusione, fermo restando che la scienza negli ultimi anni ha ottenuto risultati sempre più positivi e confortanti a tale riguardo.

A cura della prof. Alessandra Bordoni (Dietologa), e dr.a Marta Baldini (Esperta in nutrizione ed attività fisica )

Riferimenti Bibliografici Sander S, White CM, Rinald M, Coleman C. Evaluation of echinacea for the prevention and treatment of the common cold: a meta-analysis. The Lancet Infectious Diseases 2007; 7:473-80.

Fonte: http://:www.integratoriebenessere.it/news/echinacea-contro-i-piu-comuni-raffreddori_5_6.htm

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La replicazione virale

I virus sono agenti infettivi di struttura relativamente semplice che si moltiplicano soltanto all’interno di cellule viventi, delle quali usano i meccanismi di sintesi per replicarsi e dirigere la sintesi di elementi specializzati, capaci di trasferire il genoma virale ad altre cellule.

Questa definizione (adattata da Luria e altri, 19783) contiene le proprietà essenziali dei virus.
1) La prima proprietà è quella del parassitismo endocellulare: mentre altri organismi (per es. il plasmodio della malaria) sono parassiti endocellulari, soltanto i virus dipendono completamente dai meccanismi della cellula ospite, non solo per la produzione di energia e il rifornimento dei materiali nutritivi, ma anche per l’espressione dei loro stessi geni.
2) Il genoma virale, che è costituito da molecole di acido nucleico, dirige la sintesi delle proteine virali che sono usate non solo per la replicazione, ma anche per il processo di maturazione, cioè l’inclusione del genoma entro un rivestimento proteico per generare una particella virale che può essere rilasciata dalla cellula infetta e attaccare altre cellule.
I virus sono generalmente entità submicroscopiche, che possono essere osservate soltanto con l’aiuto del microscopio elettronico. Essi non hanno un’organizzazione di tipo cellulare, ma nella loro forma più semplice sono costituiti da una molecola di acido nucleico inclusa in un rivestimento proteico (o capside).
… Il materiale genetico (o genoma) dei virus può essere costituito da DNA o RNA. Sotto questo aspetto i virus rappresentano un’eccezione alle leggi generali della biologia, dal momento che in tutti gli altri organismi conosciuti l’informazione genetica ereditaria è codificata soltanto nel DNA, mentre le molecole di RNA agiscono come messaggeri, cioè portatori dell’informazione genetica dal DNA alle strutture capaci di tradurla nei prodotti genici, cioè in proteine.
È importante notare che il genoma dei virus non solo contiene tutta l’informazione genetica necessaria per formare una particella virale, ma in molti casi è esso stesso infettivo.

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